Regia di Oren Moverman. Un film con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan, Rebecca Hall, Adepero Oduye, Michael Chernus. Cast completo Titolo originale: The Dinner. Genere Drammatico - USA, 2017, durata 120 minuti. Uscita cinema giovedì 18 maggio 2017
Incontrandosi a cena con le rispettive mogli (Laura Lynney e Rebecca Hall), i fratelli Paul (Steve Coogan) e Stan (Richard Gere) si trovano a discutere di un grave crimine di cui sono colpevoli i loro figli adolescenti. La serata volge in dramma famigliare quando le due coppie devono decidere come gestire la delicata questione sortendo il male minore. In ballo, infatti, non solo c'è il futuro dei ragazzi ma anche quello di Stan, un famoso politico in carriera e già in campagna elettorale.
Dramma da camera a sfondo politico e dunque esistenziale nel senso più profondo del termine, The Dinner dell'israeliano residente newyorkese Oren Moverman è il terzo cine-adattamento dell'omonimo romanzo dell'olandese Herman Koch, in prima edizione nel 2009 e poi di immediato successo mondiale.
A precedere Moverman sono stati il compatriota dello scrittore Menno Mejyes nel 2013, seguito l'anno successivo da Ivano De Matteo con I nostri ragazzi. Una proliferazione di trasposizioni cinematografiche così intensa aiuta a spiegare l'interesse tradotto in urgenza divulgativa del testo di Koch, laddove al centro risiedono questioni legate alla gamma di responsabilità famigliari, civili, sociali, umanitarie e politiche che un essere umano deve assumersi in età adulta. Il cuore nevralgico e intimamente morale del testo si interroga sulla direzione da prendere quando le diverse forme di tali responsabilità confliggono fra loro: quale decisione è più etica fra denunciare i propri figli per aver commesso un omicidio o difenderli nascondendo la loro colpa nel tentativo di creare per loro un "ravvedimento domestico"? Se alla base del romanzo giace indubbiamente una risalita al Peccato Originale di ciascuno, nella trasposizione americana tale peccato vuole trovare una sua collocazione storica: la fatale attrazione alla guerra di cui sono ineluttabilmente vittime gli statunitensi.
SIMPLY
domenica 21 maggio 2017
lunedì 17 aprile 2017
FAST & FURIOUS 8
Il primo episodio dell'era post-Walker spinge su tutti gli acceleratori possibili, ma la magia non scatta. Azione - USA, Giappone, Francia, Canada, Samoa, 2017. Durata 136 Minuti.
Dom e Letty, felicemente sposati, si godono la meritata luna di miele a Cuba, tra corse a rotta di collo e propositi di allargare la famiglia. Finché Dom non viene avvicinato da una misteriosa e affascinante donna: questa si rivelerà una pericolosa terrorista, con in mano informazioni sufficienti per obbligare Dom a lavorare per lei. E quindi, fatalmente, a lavorare contro la propria "famiglia" allargata.
Inutile auspicare un impossibile ritorno alla semplicità degli inizi della serie. Altrettanto vano ipotizzare un'evoluzione sorprendente della stessa. Esaurito il pathos legato alla scomparsa di Paul Walker e alla difficoltà narrativa ed emotiva di gestire la sua dipartita e ricostruire il franchise dalle fondamenta, a Fast & Furious 8 viene assegnato solo il compito di perpetuare, di rendere la serie codificata e potenzialmente infinita.
Non a caso da corsa di strada che era si avvicina sempre più a 007 o alle sue filiazioni, tra terroristi sovranazionali (tra Spectre e Cypher il passo è breve) e agenzie di controspionaggio, con tanto di MI5 in prima linea. Ma si sente il bisogno di un altro 007? Per di più costellato di battutine da pausa caffè e caratterizzazioni sub-caricaturali di eroi e cattivi (una Charlize Theron nei panni dell'infallibile, ma assai poco credibile, hacker)? Persino il più adrenalinico, testosteronico e privo di pretese artistiche tra i franchise ha bisogno di stabilire una complicità con lo spettatore, che permetta a quest'ultimo di spegnere l'allarme legato alla soglia del verosimile e accettare di stare al gioco. In Fast & Furious 8 questo (fondamentale) passaggio non accade.
Dom e Letty, felicemente sposati, si godono la meritata luna di miele a Cuba, tra corse a rotta di collo e propositi di allargare la famiglia. Finché Dom non viene avvicinato da una misteriosa e affascinante donna: questa si rivelerà una pericolosa terrorista, con in mano informazioni sufficienti per obbligare Dom a lavorare per lei. E quindi, fatalmente, a lavorare contro la propria "famiglia" allargata.
Inutile auspicare un impossibile ritorno alla semplicità degli inizi della serie. Altrettanto vano ipotizzare un'evoluzione sorprendente della stessa. Esaurito il pathos legato alla scomparsa di Paul Walker e alla difficoltà narrativa ed emotiva di gestire la sua dipartita e ricostruire il franchise dalle fondamenta, a Fast & Furious 8 viene assegnato solo il compito di perpetuare, di rendere la serie codificata e potenzialmente infinita.
Non a caso da corsa di strada che era si avvicina sempre più a 007 o alle sue filiazioni, tra terroristi sovranazionali (tra Spectre e Cypher il passo è breve) e agenzie di controspionaggio, con tanto di MI5 in prima linea. Ma si sente il bisogno di un altro 007? Per di più costellato di battutine da pausa caffè e caratterizzazioni sub-caricaturali di eroi e cattivi (una Charlize Theron nei panni dell'infallibile, ma assai poco credibile, hacker)? Persino il più adrenalinico, testosteronico e privo di pretese artistiche tra i franchise ha bisogno di stabilire una complicità con lo spettatore, che permetta a quest'ultimo di spegnere l'allarme legato alla soglia del verosimile e accettare di stare al gioco. In Fast & Furious 8 questo (fondamentale) passaggio non accade.
domenica 12 marzo 2017
LOGAN - THE WOLVERINE
Regia di James Mangold. Un film Da vedere 2017 con Hugh Jackman, Patrick Stewart, Richard E. Grant, Boyd Holbrook, Stephen Merchant. Cast completo Titolo originale: Logan. Genere Azione - USA, 2017, durata 135 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 marzo 2017 distribuito da 20th Century Fox. Oggi al cinema in 378 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,40 su 35 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.
El Paso, 2029. Sono 25 anni che non nascono più mutanti e quelli che sono sopravvissuti sono degli emarginati, in via di estinzione. Logan/Wolverine vive facendo lo chaffeur e la sua capacità di rigenerazione non funziona più come un tempo, mentre il Professor X ha novant'anni e il controllo dei suoi poteri psichici è sempre meno sicuro. Quando una donna messicana cerca Logan per presentargli una bambina misteriosa di nome Laura, nuove attenzioni e nuovi guai cominciano a raggiungere i mutanti.
Forse era una scelta inevitabile, ma di certo James Mangold l'ha affrontata con il coraggio e l'ambizione che il titolo meritava. Logan, a partire dal titolo che non presenta né la lettera X né la parola Wolverine, è un film di supereroi che fa di tutto per non essere un film di supereroi.
L'intento è di esaltare il lato umano degli stessi: perché Wolverine si diventa, ma Logan si nasce (e si muore). Sono sufficienti poche inquadrature per capire che il tema sarà crepuscolare. Ma Mangold - che fu regista non a caso del malinconico Copland - fa di più, confeziona un autentico inno al western crepuscolare, con tanto di citazione esplicita da Il cavaliere della valle solitaria e della struggente Hurt - il testo del brano calza a pennello su questo Wolverine - cantata da Johnny Cash. Ma come quei whisky invecchiati, distillati allo stesso modo da decenni, la soluzione funziona ancora. L'importante è crederci, metterci un pizzico di fede. E James Mangold, sottovalutatissimo regista di Identità (ossia Split 13 anni prima), in Logan ne mette fin troppa.
LOGAN ASSUME TUTTI I VOLTI DELL'EPOS AMERICANO IN UN WESTERN CREPUSCOLARE CHE CHIUDE IL SIPARIO SU UNO DEI SUPEREROI PIÙ AMATI IN ASSOLUTO.
Forse era una scelta inevitabile, ma di certo James Mangold l'ha affrontata con il coraggio e l'ambizione che il titolo meritava. Logan, a partire dal titolo che non presenta né la lettera X né la parola Wolverine, è un film di supereroi che fa di tutto per non essere un film di supereroi.
L'intento è di esaltare il lato umano degli stessi: perché Wolverine si diventa, ma Logan si nasce (e si muore). Sono sufficienti poche inquadrature per capire che il tema sarà crepuscolare. Ma Mangold - che fu regista non a caso del malinconico Copland - fa di più, confeziona un autentico inno al western crepuscolare, con tanto di citazione esplicita da Il cavaliere della valle solitaria e della struggente Hurt - il testo del brano calza a pennello su questo Wolverine - cantata da Johnny Cash. Ma come quei whisky invecchiati, distillati allo stesso modo da decenni, la soluzione funziona ancora. L'importante è crederci, metterci un pizzico di fede. E James Mangold, sottovalutatissimo regista di Identità (ossia Split 13 anni prima), in Logan ne mette fin troppa.
mercoledì 1 febbraio 2017
La bella e la bestia
Un film di Bill Condon. Con Emma Watson, Emma Thompson, Dan Stevens, Luke Evans, Josh Gad. continua» Titolo originale Beauty and the Beast. Fantastico, - USA 2017. - Walt Disney uscita giovedì 16 marzo 2017.
La bella e la bestia ha origini antiche. Narrato da Apuleio, il mito di Amore e Psiche prende forma letteraria nella raccolta di novelle di Giovanni Francesco Straparola ("Le piacevoli notte", 1550), fino ad arrivare all'elaborazione canonica di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1740), che riduce la versione di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve e la trasforma nella favola moderna che tutti conosciamo. A partire dall'adattamento onirico di Jean Cocteau, che abbraccia la componente edipica della favola originale, La bella e la bestia genera traduzioni, tradimenti, rivisitazioni, omaggi e persino una 'lettura' erotica diretta nel 1977 da Luigi Russo. A ogni nuova trasposizione la domanda si ripete spinosa: come gestire l'eredità?
L'arrivo sul grande schermo
Nel 1991 la Disney risponde con un film di animazione consapevole della derivazione colta. Diversamente da La sirenetta, in cui la favola di Andersen è un mero spunto letterario, La bella e la bestia mantiene inalterata la trama e presenta una galleria di oggetti e personaggi dalla forte carica simbolica, che illuminano il viaggio iniziatico di Belle. Scrittori, produttori, tecnici dell'animazione, tutti sembrano stregati dalla forza esemplare di questa favola tradotta con cura dalla Disney attraverso i personaggi e i corpi, i movimenti e le geometrie coreografiche. All'interno di inquadrature costruite come nel cinema dal vero, Gary Trousdale e Kirk Wise introducono un'eroina sensuale, piena di vita e amante della lettura, un omaggio evidente alla Katharine Hepburn di Piccole donne. In un connubio tra fiaba e tecnologia, la computer graphic compie il miracolo di un valzer che ha una straordinaria adesione al reale e produce la scintilla di erotismo che rende la passione di Belle per la Bestia profonda e complessa. Ventisei anni dopo, la Disney apre le danze e riapre la suggestiva sala da ballo, realizzando la versione live-action del suo capolavoro animato. Dal décor ai personaggi, passando per i costumi e la musica, La bella e la bestia di Bill Condon sembra ricalcare il disegno animato conducendoci per mano e sui passi di Belle al castello di un principe che la vanità ha condannato a vivere recluso. Nel teaser, una musica familiare e malinconica spalanca le porte di un luogo abbandonato e isolato. Belle appare furtivamente e sfiora una rosa rossa, simbolo di bellezza e di questa magica storia d'amore. L'alchimia appassionante tra una bella e una bestia. Diretto da Bill Condon, La bella e la bestia vanta un cast d'eccezione. A contendersi il cuore di Belle, incarnata dalla grazia di Emma Watson, saranno Dan Stevens, principe che ha imparato le buone maniere a Downton Abbey e che innamorerà il cuore di Belle, e Luke Evans, arciere charmant in Lo Hobbit che mancherà il cuore di Belle.
Tra la Bestia e Gaston, tra il villaggio e il castello, si svolge il percorso di emancipazione di una fanciulla legata al padre da un sentimento fusionale da cui l'emanciperà l'amore. Fanno corona Ewan McGregor e Stanley Tucci, Emma Thompson e Ian McKellen, che prestano la voce a candelieri e pianoforti a coda, teiere e pendole, improvvisandosi chansonnier sulle note di Alan Menken, che per l'occasione 'riabilita' le parole censurate nel 1991 nella hit di Gaston. Al celebre compositore, già autore della colonna sonora e delle arie-faro che hanno incantato la generazione degli anni Novanta ("La canzone di Gaston", "È una storia sai"), Bill Condon ha chiesto di scrivere tre nuove canzoni. A suo agio col film musicale (Dreamgirls) e col fantastico romanzesco (Twilight - Breaking Dawn), l'autore potrebbe bissare il successo animato e doppiare la versione barocca di Christophe Gans, interpretata da Léa Seydoux e Vincent Cassel, in curioso equilibrio tra emozioni e distanza.
La bella e la bestia ha origini antiche. Narrato da Apuleio, il mito di Amore e Psiche prende forma letteraria nella raccolta di novelle di Giovanni Francesco Straparola ("Le piacevoli notte", 1550), fino ad arrivare all'elaborazione canonica di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont (1740), che riduce la versione di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve e la trasforma nella favola moderna che tutti conosciamo. A partire dall'adattamento onirico di Jean Cocteau, che abbraccia la componente edipica della favola originale, La bella e la bestia genera traduzioni, tradimenti, rivisitazioni, omaggi e persino una 'lettura' erotica diretta nel 1977 da Luigi Russo. A ogni nuova trasposizione la domanda si ripete spinosa: come gestire l'eredità?
L'arrivo sul grande schermo
Nel 1991 la Disney risponde con un film di animazione consapevole della derivazione colta. Diversamente da La sirenetta, in cui la favola di Andersen è un mero spunto letterario, La bella e la bestia mantiene inalterata la trama e presenta una galleria di oggetti e personaggi dalla forte carica simbolica, che illuminano il viaggio iniziatico di Belle. Scrittori, produttori, tecnici dell'animazione, tutti sembrano stregati dalla forza esemplare di questa favola tradotta con cura dalla Disney attraverso i personaggi e i corpi, i movimenti e le geometrie coreografiche. All'interno di inquadrature costruite come nel cinema dal vero, Gary Trousdale e Kirk Wise introducono un'eroina sensuale, piena di vita e amante della lettura, un omaggio evidente alla Katharine Hepburn di Piccole donne. In un connubio tra fiaba e tecnologia, la computer graphic compie il miracolo di un valzer che ha una straordinaria adesione al reale e produce la scintilla di erotismo che rende la passione di Belle per la Bestia profonda e complessa. Ventisei anni dopo, la Disney apre le danze e riapre la suggestiva sala da ballo, realizzando la versione live-action del suo capolavoro animato. Dal décor ai personaggi, passando per i costumi e la musica, La bella e la bestia di Bill Condon sembra ricalcare il disegno animato conducendoci per mano e sui passi di Belle al castello di un principe che la vanità ha condannato a vivere recluso. Nel teaser, una musica familiare e malinconica spalanca le porte di un luogo abbandonato e isolato. Belle appare furtivamente e sfiora una rosa rossa, simbolo di bellezza e di questa magica storia d'amore. L'alchimia appassionante tra una bella e una bestia. Diretto da Bill Condon, La bella e la bestia vanta un cast d'eccezione. A contendersi il cuore di Belle, incarnata dalla grazia di Emma Watson, saranno Dan Stevens, principe che ha imparato le buone maniere a Downton Abbey e che innamorerà il cuore di Belle, e Luke Evans, arciere charmant in Lo Hobbit che mancherà il cuore di Belle.
Tra la Bestia e Gaston, tra il villaggio e il castello, si svolge il percorso di emancipazione di una fanciulla legata al padre da un sentimento fusionale da cui l'emanciperà l'amore. Fanno corona Ewan McGregor e Stanley Tucci, Emma Thompson e Ian McKellen, che prestano la voce a candelieri e pianoforti a coda, teiere e pendole, improvvisandosi chansonnier sulle note di Alan Menken, che per l'occasione 'riabilita' le parole censurate nel 1991 nella hit di Gaston. Al celebre compositore, già autore della colonna sonora e delle arie-faro che hanno incantato la generazione degli anni Novanta ("La canzone di Gaston", "È una storia sai"), Bill Condon ha chiesto di scrivere tre nuove canzoni. A suo agio col film musicale (Dreamgirls) e col fantastico romanzesco (Twilight - Breaking Dawn), l'autore potrebbe bissare il successo animato e doppiare la versione barocca di Christophe Gans, interpretata da Léa Seydoux e Vincent Cassel, in curioso equilibrio tra emozioni e distanza.
mercoledì 28 dicembre 2016
Rogue One: A Star Wars Story
Un film di Gareth Edwards. Con Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen, Riz Ahmed. continua» Titolo originale Rogue One: A Star Wars Story. Fantascienza, Ratings: Kids+13, durata 133 min. - USA 2016. - Walt Disney uscita giovedì 15 dicembre 2016.
Un episodio indipendente che riporta in superficie senza incertezze il piacere dell'invenzione
Jyn Erso è la figla di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall'Impero alla costruzione di un'arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore.
Rogue One è "una storia di Star Wars", una delle tante possibili nell'universo sviluppatosi dal Big Bang mentale di George Lucas, oggi in piena, rinnovata espansione. La Disney promette già un capitolo dietro l'altro, come sta facendo con l'acquisita Marvel, e allora forse, tra qualche anno, Rogue One non apparirà più grande di una "stellina" nel firmamento della saga, ma, anche fosse, sarà una stella con una sua luce propria, solida e brillante, per ragioni diverse e concorrenti.
Prima, la sua posizione geografica nella mappa stellare: temporalmente precedente al quarto (Una nuova speranza) e successivo al terzo (La vendetta dei Sith), questo episodio è contenuto niente meno che da quarant'anni in quella prima didascalia scorrevole del primo Guerre Stellari di sempre ("...Navi spaziali ribelli, dopo aver colpito una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani tecnici dell'arma decisiva dell'Impero, la Morte Nera..."). C'è poi la sua posizione simbolica, all'indomani del primo capitolo del nuovo canone, firmato J.J. Abrams: un film che, nel bene o nel male, al di là della sua natura di calco, ha mantenuto la promessa di risarcire i fan delusi dalla seconda trilogia di Lucas e di riportarli "a casa". Infine, la sua posizione estetica: di gran lunga più interessante, più polverosa e action, di quella proposta dal "Risveglio della forza".
Soprattutto, Rogue One , pur inserendosi a cuneo come un "midquel", è un episodio indipendente, che sa sfruttare la libertà che deriva da questa indipendenza per fare quello che Abrams non ha voluto o potuto fare, vale a dire raccontare una nuova storia. Estraendo la giovane Jyn dal nascondiglio sotterraneo, il personaggio di Whitaker dissotterra letteralmente qualcosa che era ancora sepolto, riportando in superficie il piacere dell'invenzione.
Il film ci mette un bel po' ad ingranare, ma, una volta che la squadra è al completo, non ha incertezze né cadute di tono. Presi singolarmente i componenti dell'equipaggio non appaiono straordinari: non lo è il droide che fa calcoli probabilistici né l'orientale cieco che crede nella Forza, ma è l'eroismo del gruppo a funzionare. Lì c'è Star Wars. Non solo e non tanto nelle apparizioni digitali, a loro modo ologrammatiche, dei vecchi eroi, ma nel sacrificio dei nuovi, che, rapidi come meteore, brevi come vite di santi, si fanno subito leggenda. L'impronta della serie è chiaramente anche altrove: nella coppia Felicity Jones-Diego Luna (il quale sfugge dal sabotare involontariamente il film, riprendendo punti sul fronte romantico), nei salti nell'iperspazio, nelle scene canoniche nelle città piantonate dall'esercito e nei bar malfamati, nel tema musicale di Darth Vader. Ma è più che mai nella sua indipendenza dall'obbligo di far tornare i conti a colpi di spiegoni che sta la felicità del film di Gareth Edwards: un "pilota" che non avrà un gran senso dell'umorismo, ma sa come diavolo si manovra un film di fantascienza.
Un episodio indipendente che riporta in superficie senza incertezze il piacere dell'invenzione
Jyn Erso è la figla di Galen Erso, un ingegnere scientifico ribelle, costretto dall'Impero alla costruzione di un'arma di distruzione di massa nota come la Morte Nera. Jyn ha cercato per quindici anni di dimenticare il padre, dandolo per morto, finché un pilota disertore non le ha consegnato un messaggio urgente segreto, proveniente da Galen stesso. Insieme al capitano Cassian Andor e al suo droide imperiale riprogrammato dai ribelli, la ragazza parte allora alla ricerca del genitore e di uno spiraglio per fermare i piani apocalittici del malvagio imperatore.
Rogue One è "una storia di Star Wars", una delle tante possibili nell'universo sviluppatosi dal Big Bang mentale di George Lucas, oggi in piena, rinnovata espansione. La Disney promette già un capitolo dietro l'altro, come sta facendo con l'acquisita Marvel, e allora forse, tra qualche anno, Rogue One non apparirà più grande di una "stellina" nel firmamento della saga, ma, anche fosse, sarà una stella con una sua luce propria, solida e brillante, per ragioni diverse e concorrenti.
Prima, la sua posizione geografica nella mappa stellare: temporalmente precedente al quarto (Una nuova speranza) e successivo al terzo (La vendetta dei Sith), questo episodio è contenuto niente meno che da quarant'anni in quella prima didascalia scorrevole del primo Guerre Stellari di sempre ("...Navi spaziali ribelli, dopo aver colpito una base segreta, hanno ottenuto la loro prima vittoria contro il malvagio Impero Galattico. Durante la battaglia, spie ribelli sono riuscite a rubare i piani tecnici dell'arma decisiva dell'Impero, la Morte Nera..."). C'è poi la sua posizione simbolica, all'indomani del primo capitolo del nuovo canone, firmato J.J. Abrams: un film che, nel bene o nel male, al di là della sua natura di calco, ha mantenuto la promessa di risarcire i fan delusi dalla seconda trilogia di Lucas e di riportarli "a casa". Infine, la sua posizione estetica: di gran lunga più interessante, più polverosa e action, di quella proposta dal "Risveglio della forza".
Soprattutto, Rogue One , pur inserendosi a cuneo come un "midquel", è un episodio indipendente, che sa sfruttare la libertà che deriva da questa indipendenza per fare quello che Abrams non ha voluto o potuto fare, vale a dire raccontare una nuova storia. Estraendo la giovane Jyn dal nascondiglio sotterraneo, il personaggio di Whitaker dissotterra letteralmente qualcosa che era ancora sepolto, riportando in superficie il piacere dell'invenzione.
Il film ci mette un bel po' ad ingranare, ma, una volta che la squadra è al completo, non ha incertezze né cadute di tono. Presi singolarmente i componenti dell'equipaggio non appaiono straordinari: non lo è il droide che fa calcoli probabilistici né l'orientale cieco che crede nella Forza, ma è l'eroismo del gruppo a funzionare. Lì c'è Star Wars. Non solo e non tanto nelle apparizioni digitali, a loro modo ologrammatiche, dei vecchi eroi, ma nel sacrificio dei nuovi, che, rapidi come meteore, brevi come vite di santi, si fanno subito leggenda. L'impronta della serie è chiaramente anche altrove: nella coppia Felicity Jones-Diego Luna (il quale sfugge dal sabotare involontariamente il film, riprendendo punti sul fronte romantico), nei salti nell'iperspazio, nelle scene canoniche nelle città piantonate dall'esercito e nei bar malfamati, nel tema musicale di Darth Vader. Ma è più che mai nella sua indipendenza dall'obbligo di far tornare i conti a colpi di spiegoni che sta la felicità del film di Gareth Edwards: un "pilota" che non avrà un gran senso dell'umorismo, ma sa come diavolo si manovra un film di fantascienza.
domenica 11 dicembre 2016
La festa prima delle feste
Un film di Josh Gordon, Will Speck. Con Jennifer Aniston, Kate McKinnon, Olivia Munn, Jason Bateman, Jamie Chung. continua» Titolo originale Office Christmas Party. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 105 min. - USA 2016. - Universal Pictures uscita mercoledì 7 dicembre 2016.
Quando si scalda, il film mantiene la promessa di divertimento che contiene, ma non va in cerca di novità
La filiale principale di un'azienda informatica rischia la chiusura: l'amministratrice delegata ha infatti deciso di porre fine agli sprechi e alla mala gestione del fratello. A quest'ultimo e ai suoi impiegati più affezionati e fedeli non resta che tentare il tutto per tutto, ovvero chiudere un accordo impossibile con un pezzo grosso del ramo. Come? Invitandolo alla festa di Natale dell'ufficio.
C'è un momento chiave, quando finalmente l'inetto capo della ditta Clay, insieme ai più saggi Josh e Tracey, riescono ad ottenere udienza presso il loro obiettivo salvavita, il magnate Walter Davis, e questi dice loro, molto direttamente, qualcosa come: "siete dei ragazzi simpatici, voi mi piacete, ma non mi piace la vostra filosofia". Del film nel suo complesso si può dire la medesima cosa: il cast è azzeccato, i personaggi non hanno niente che non vada, ma c'è qualcosa di terribilmente triste nel vederli attraversare l'inferno del divertimento forzato per il bene ultimo e supremo, non di uno o più di loro, o di un bambino a caso che ha smesso di credere al Natale, ma di una filiale aziendale. Il film sposta non a caso rapidamente il discorso sull'aspetto, ben più umano, dei posti di lavoro a rischio, ma si sposta di poco anche il problema: la tristezza, a quel punto, è nella scarsa fantasia delle trovate (le fotocopie dei genitali? Il collega che vuol essere allattato al seno? La fidanzatina ideale noleggiata on line?), che prendono il pacchetto classico del party movie d'età collegiale e lo trasferisco vent'anni dopo senza modificarne una virgola. Come la festa raccontata al suo interno, il film ci mette un bel po' a riscaldarsi.
Ad un certo punto ce la fa, non c'è che dire, perché la poetica dell'accumulo e l'effetto massa hanno la meglio, la stupidità umana si riconferma materia vastissima di cui è giusto, salutare e inevitabile ridere fino alle lacrime (se non altro perché non ci siamo noi, in quel momento, a spaccarci l'osso del collo facendo i Tarzan appesi alle luci di Natale). Di nuovo, però, il film non ha il coraggio del caos totale, non può permettersi di sconfinare nel tragicomico, la scrittura non è nemmeno lontanamente abbastanza raffinata per farlo, così gli eroi di turno si salvano, dentro parentesi da commedia rosa, bloccati sul tetto, o cedendo ai buoni sentimenti in una corsia d'ospedale. È la favola che vuole l'ultima parola, è pur sempre il suo periodo dell'anno.
Jason Bateman e Jennifer Aniston, alla quinta volta insieme, rischiano di apparire in partenza già irrigiditi dentro ruoli senza grandi margini di libertà e di cambiamento, specie considerando il precedente di Come ammazzare il capo ...e vivere felici, con lui nei panni della vittima di lei, mentre Olivia Munn, ancora una volta, lascia intuire quanto potrebbe dare alla commedia, in termini di una femminilità non scontata, se solo le arrivasse il ruolo giusto.
Quando si scalda, il film mantiene la promessa di divertimento che contiene, ma non va in cerca di novità
La filiale principale di un'azienda informatica rischia la chiusura: l'amministratrice delegata ha infatti deciso di porre fine agli sprechi e alla mala gestione del fratello. A quest'ultimo e ai suoi impiegati più affezionati e fedeli non resta che tentare il tutto per tutto, ovvero chiudere un accordo impossibile con un pezzo grosso del ramo. Come? Invitandolo alla festa di Natale dell'ufficio.
C'è un momento chiave, quando finalmente l'inetto capo della ditta Clay, insieme ai più saggi Josh e Tracey, riescono ad ottenere udienza presso il loro obiettivo salvavita, il magnate Walter Davis, e questi dice loro, molto direttamente, qualcosa come: "siete dei ragazzi simpatici, voi mi piacete, ma non mi piace la vostra filosofia". Del film nel suo complesso si può dire la medesima cosa: il cast è azzeccato, i personaggi non hanno niente che non vada, ma c'è qualcosa di terribilmente triste nel vederli attraversare l'inferno del divertimento forzato per il bene ultimo e supremo, non di uno o più di loro, o di un bambino a caso che ha smesso di credere al Natale, ma di una filiale aziendale. Il film sposta non a caso rapidamente il discorso sull'aspetto, ben più umano, dei posti di lavoro a rischio, ma si sposta di poco anche il problema: la tristezza, a quel punto, è nella scarsa fantasia delle trovate (le fotocopie dei genitali? Il collega che vuol essere allattato al seno? La fidanzatina ideale noleggiata on line?), che prendono il pacchetto classico del party movie d'età collegiale e lo trasferisco vent'anni dopo senza modificarne una virgola. Come la festa raccontata al suo interno, il film ci mette un bel po' a riscaldarsi.
Ad un certo punto ce la fa, non c'è che dire, perché la poetica dell'accumulo e l'effetto massa hanno la meglio, la stupidità umana si riconferma materia vastissima di cui è giusto, salutare e inevitabile ridere fino alle lacrime (se non altro perché non ci siamo noi, in quel momento, a spaccarci l'osso del collo facendo i Tarzan appesi alle luci di Natale). Di nuovo, però, il film non ha il coraggio del caos totale, non può permettersi di sconfinare nel tragicomico, la scrittura non è nemmeno lontanamente abbastanza raffinata per farlo, così gli eroi di turno si salvano, dentro parentesi da commedia rosa, bloccati sul tetto, o cedendo ai buoni sentimenti in una corsia d'ospedale. È la favola che vuole l'ultima parola, è pur sempre il suo periodo dell'anno.
Jason Bateman e Jennifer Aniston, alla quinta volta insieme, rischiano di apparire in partenza già irrigiditi dentro ruoli senza grandi margini di libertà e di cambiamento, specie considerando il precedente di Come ammazzare il capo ...e vivere felici, con lui nei panni della vittima di lei, mentre Olivia Munn, ancora una volta, lascia intuire quanto potrebbe dare alla commedia, in termini di una femminilità non scontata, se solo le arrivasse il ruolo giusto.
mercoledì 23 novembre 2016
Mechanic: Resurrection
Un film di Dennis Gansel. Con Jason Statham, Jessica Alba, Tommy Lee Jones, Michelle Yeoh, Natalie Burn. Titolo originale Mechanic: Resurrection. Azione, Ratings: Kids+13, durata 98 min. - Tailandia 2016. - Eagle Pictures uscita giovedì 24 novembre 2016.
Arthur Bishop è l'assassino più temuto al mondo ma è convinto di aver lasciato alle spalle il passato di criminale. Almeno fino a quando ricompare il suo peggior nemico di sempre intenzionato a sequestrare la sua compagna. Per riuscire a difendersi dovrà escogitare dei modi per uccidere tre persone e far apparire questi assassini come casuali.
Arthur Bishop è l'assassino più temuto al mondo ma è convinto di aver lasciato alle spalle il passato di criminale. Almeno fino a quando ricompare il suo peggior nemico di sempre intenzionato a sequestrare la sua compagna. Per riuscire a difendersi dovrà escogitare dei modi per uccidere tre persone e far apparire questi assassini come casuali.
lunedì 14 novembre 2016
Masterminds - I geni della truffa
Un film di Jared Hess. Con Kristen Wiig, Owen Wilson, Jason Sudeikis, Zach Galifianakis, Ken Marino. Azione, Ratings: Kids+13, durata 94 min. - USA 2015. - Lucky Red uscita mercoledì 9 novembre 2016.
Caschetto rosso, frangetta sbarazzina e qualche chilo di troppo, David Ghantt è un uomo ordinario, privo di ambizioni particolari, che si accontenta senza batter ciglio di quello che la vita ha da offrirgli. Diviso tra casa e lavoro, guida con orgoglio ed estrema diligenza un camion portavalori, ignaro di quanto l'amore per la collega Kelly Campbell sia destinato a cambiare radicalmente la sua vita. Quando lei lascia il lavoro, mettendosi in combutta con il meschino Steve Chambers - meglio conosciuto come Geppetto - e convince David a svaligiare il caveau della compagnia in nome del sogno di un amore, me tte a segno uno dei colpi più remunerativi della storia americana: diciassette milioni di dollari in contanti che il povero impiegato sottrae e consegna al gruppo di Chambers. Sembra essere andato tutto bene fin quando David non capisce che Steve e sua moglie si sono approfittati della sua ingenuità per appropriarsi di tutto il bottino e assoldare un sicario pronto a ucciderlo.
Ispirato alla reale rapina avvenuta alla Loomis Fargo nel 1997, il rocambolesco colpo sembra nascere come totale fallimento fin dal principio, con protagonisti talmente inetti da lasciare increduli di fronte a improbabili accadimenti che sanno più di coincidenze che di una rapina studiata pe
Caschetto rosso, frangetta sbarazzina e qualche chilo di troppo, David Ghantt è un uomo ordinario, privo di ambizioni particolari, che si accontenta senza batter ciglio di quello che la vita ha da offrirgli. Diviso tra casa e lavoro, guida con orgoglio ed estrema diligenza un camion portavalori, ignaro di quanto l'amore per la collega Kelly Campbell sia destinato a cambiare radicalmente la sua vita. Quando lei lascia il lavoro, mettendosi in combutta con il meschino Steve Chambers - meglio conosciuto come Geppetto - e convince David a svaligiare il caveau della compagnia in nome del sogno di un amore, me tte a segno uno dei colpi più remunerativi della storia americana: diciassette milioni di dollari in contanti che il povero impiegato sottrae e consegna al gruppo di Chambers. Sembra essere andato tutto bene fin quando David non capisce che Steve e sua moglie si sono approfittati della sua ingenuità per appropriarsi di tutto il bottino e assoldare un sicario pronto a ucciderlo.
Ispirato alla reale rapina avvenuta alla Loomis Fargo nel 1997, il rocambolesco colpo sembra nascere come totale fallimento fin dal principio, con protagonisti talmente inetti da lasciare increduli di fronte a improbabili accadimenti che sanno più di coincidenze che di una rapina studiata pe
mercoledì 26 ottobre 2016
Jack Reacher - Punto di non ritorno
Un film di Edward Zwick. Con Tom Cruise, Cobie Smulders, Patrick Heusinger, Austin Hébert, Holt McCallany. Titolo originale Jack Reacher: Never Go Back. Azione, Ratings: Kids+16, durata 130 min. - USA 2016. - Universal Pictures uscita giovedì 20 ottobre 2016.
Jack Reacher, ex maggiore dell'esercito americano e ora ramingo perennemente assetato di giustizia, fa ritorno in Virginia per mantenere la promessa di un invito a cena con il maggiore Susan Turner. Scopre però che questa è stata messa agli arresti con accuse molto gravi. Tutto è successo molto rapidamente e a Jack i conti non tornano: man mano che approfondisce le indagini su quanto avvenuto, la faccenda si fa più torbida. Anche perché dai documenti che scopre emerge una presunta figlia di cui era all'oscuro.
Edward Zwick eredita un franchise ancora cinematograficamente giovane, con l'obiettivo duplice di tenere fede ai milioni di lettori della serie di romanzi di origine e di non deludere il sempre più esigente pubblico degli action movie. Il corpo cinematografico per eccellenza dell'action americano, Tom Cruise, comincia ad avvertire il peso degli anni, ma non rinuncia a esibire il proprio corpo e a rimanere al centro dell'azione. Mascherare la vecchiaia diviene l'imperativo di Zwick e del coordinatore degli stunt Wade Eastwood, già con Cruise in Mission: Impossible - Rogue Nation. Il dinamismo di Cruise muta in fisicità, sostituendo alle acrobazie di Ethan Hunt dei corpo a corpo selvaggi, brutali, in cui ogni pugno sembra scagliato dal Bane di Il cavaliere oscuro - Il ritorno (anche se il modello dichiarato è Il braccio violento della legge). Merito di Cruise, che accentua il divario tra lo Hunt di Mission Impossible e Jack Reacher (una montagna umana per statura e peso nella sua incarnazione letteraria), caratterizzando maggiormente il secondo, e del suo antagonista Patrick Heusinger, insospettabile belva da guerra che rende concreta e palpabile la minaccia ai danni della presunta figlia Samantha. Il villain come nemesi dell'eroe, uguale e contraria, sa di espediente ormai stravisto (Skyfall, Mission: Impossible -2, per limitarsi a un paio di citazioni), ma l'atmosfera da B-movie senza particolari ambizioni agevola l'indulgenza.
La prevedibile sottotrama, che insiste sulla natura di lupo solitario di Reacher e quindi sul suo desiderio represso di mettere la testa a posto e sentirsi parte di una famiglia, viene sfruttata il giusto da uno script semplice ma efficace. Sia nelle schermaglie tra Reacher e il maggiore Cobie che tra questi ultimi e Samantha emerge la psicologia di personaggi stereotipati, ma in maniera talmente consapevole (e autoironica) da renderli quasi personaggi di un fumetto di Garth Ennis, comprensibili e apprezzabili nella loro grossolana istintualità.
Se è ovvio come andranno le cose tra buoni e cattivi (non siamo a Hong Kong ma a Hollywood, e il protagonista è Tom Cruise), il vero whodunit, cha mantiene la suspense fino all'epilogo, è il mistero sulla presunta paternità di Reacher, insospettabilmente desideroso di "appendere al chiodo" l'inseparabile spazzolino da denti, anche se incapace di ammetterlo a se stesso.
Finale a New Orleans, con l'ombra di James Bond e Vivi e lascia morire dietro l'angolo, e sensazione di divertimento grezzo ma spensierato. Tutto sommato, obiettivo minimo raggiunto.
Jack Reacher, ex maggiore dell'esercito americano e ora ramingo perennemente assetato di giustizia, fa ritorno in Virginia per mantenere la promessa di un invito a cena con il maggiore Susan Turner. Scopre però che questa è stata messa agli arresti con accuse molto gravi. Tutto è successo molto rapidamente e a Jack i conti non tornano: man mano che approfondisce le indagini su quanto avvenuto, la faccenda si fa più torbida. Anche perché dai documenti che scopre emerge una presunta figlia di cui era all'oscuro.
Edward Zwick eredita un franchise ancora cinematograficamente giovane, con l'obiettivo duplice di tenere fede ai milioni di lettori della serie di romanzi di origine e di non deludere il sempre più esigente pubblico degli action movie. Il corpo cinematografico per eccellenza dell'action americano, Tom Cruise, comincia ad avvertire il peso degli anni, ma non rinuncia a esibire il proprio corpo e a rimanere al centro dell'azione. Mascherare la vecchiaia diviene l'imperativo di Zwick e del coordinatore degli stunt Wade Eastwood, già con Cruise in Mission: Impossible - Rogue Nation. Il dinamismo di Cruise muta in fisicità, sostituendo alle acrobazie di Ethan Hunt dei corpo a corpo selvaggi, brutali, in cui ogni pugno sembra scagliato dal Bane di Il cavaliere oscuro - Il ritorno (anche se il modello dichiarato è Il braccio violento della legge). Merito di Cruise, che accentua il divario tra lo Hunt di Mission Impossible e Jack Reacher (una montagna umana per statura e peso nella sua incarnazione letteraria), caratterizzando maggiormente il secondo, e del suo antagonista Patrick Heusinger, insospettabile belva da guerra che rende concreta e palpabile la minaccia ai danni della presunta figlia Samantha. Il villain come nemesi dell'eroe, uguale e contraria, sa di espediente ormai stravisto (Skyfall, Mission: Impossible -2, per limitarsi a un paio di citazioni), ma l'atmosfera da B-movie senza particolari ambizioni agevola l'indulgenza.
La prevedibile sottotrama, che insiste sulla natura di lupo solitario di Reacher e quindi sul suo desiderio represso di mettere la testa a posto e sentirsi parte di una famiglia, viene sfruttata il giusto da uno script semplice ma efficace. Sia nelle schermaglie tra Reacher e il maggiore Cobie che tra questi ultimi e Samantha emerge la psicologia di personaggi stereotipati, ma in maniera talmente consapevole (e autoironica) da renderli quasi personaggi di un fumetto di Garth Ennis, comprensibili e apprezzabili nella loro grossolana istintualità.
Se è ovvio come andranno le cose tra buoni e cattivi (non siamo a Hong Kong ma a Hollywood, e il protagonista è Tom Cruise), il vero whodunit, cha mantiene la suspense fino all'epilogo, è il mistero sulla presunta paternità di Reacher, insospettabilmente desideroso di "appendere al chiodo" l'inseparabile spazzolino da denti, anche se incapace di ammetterlo a se stesso.
Finale a New Orleans, con l'ombra di James Bond e Vivi e lascia morire dietro l'angolo, e sensazione di divertimento grezzo ma spensierato. Tutto sommato, obiettivo minimo raggiunto.
martedì 18 ottobre 2016
Il mago di Oz
Un film di Victor Fleming, Mervyn LeRoy, Richard Thorpe, King Vidor. Con Judy Garland, Frank Morgan, Ray Bolger, Billie Burke, Amelia Batchelor. Titolo originale The Wizard of Oz. Musicale, Ratings: Kids, durata 101 min. - USA 1939. - Cineteca di Bologna uscita lunedì 12 dicembre 2016.
Del libro di Frank L. Baum. Avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò in un mondo fantastico in cui sono stati trasportati da un ciclone. In compagnia di tre simpatici amici, il leone, lo spaventapasseri e l'omino di ferro, Dorothy sconfiggerà una brutta strega e conoscerà la verità sul misterioso mago di Oz, prima di scoprire che si è trattato solo di un sogno e che la vera felicità sta nel cortile dietro casa. Uno dei più bei musical della storia del cinema. La Garland quindicenne canta la famosa Over the Rainbow e diventa la beniamina di tutte le famiglie americane.
Del libro di Frank L. Baum. Avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò in un mondo fantastico in cui sono stati trasportati da un ciclone. In compagnia di tre simpatici amici, il leone, lo spaventapasseri e l'omino di ferro, Dorothy sconfiggerà una brutta strega e conoscerà la verità sul misterioso mago di Oz, prima di scoprire che si è trattato solo di un sogno e che la vera felicità sta nel cortile dietro casa. Uno dei più bei musical della storia del cinema. La Garland quindicenne canta la famosa Over the Rainbow e diventa la beniamina di tutte le famiglie americane.
lunedì 3 ottobre 2016
Inferno
Un film di Ron Howard. Con Tom Hanks, Felicity Jones, Sidse Babett Knudsen, Omar Sy, Irrfan Khan. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 121 min. - Italia, USA 2016. - Warner Bros Italia uscita giovedì 13 ottobre 2016.
Il regista Ron Hoeward continua a portare sul grande schermo i romanzi best-seller di Dan Brown: dopo Il codice Da Vinci (2006) in cui il protagonista Tom Hanks era accompagnato da Audrey Tautou e Angeli e Demoni (2009), è la volta di Inferno. Nel cast, a fianco di Tom Hanks, questa volta ci sarà Felicity Jones (nominata agli Oscar per la sua interpretazione ne La teoria del tutto) e Omar Sy (Samba).
La sinossi: continuano le avventure del simbolista di Harvard: quando Robert Langdon si risveglia in un ospedale italiano con un'amnesia si affida al medico Sienna Brooks per recuperare i suoi ricordi e impedire che un pazzo liberi una piaga globale collegata al tomo immortale di Dante.
Il regista Ron Howard ha girato molte scene a Venezia e a Firenze (3.000 persone reclutate come comparse e 350 maestranze) e si sposterà anche a Istanbul.
Il regista Ron Hoeward continua a portare sul grande schermo i romanzi best-seller di Dan Brown: dopo Il codice Da Vinci (2006) in cui il protagonista Tom Hanks era accompagnato da Audrey Tautou e Angeli e Demoni (2009), è la volta di Inferno. Nel cast, a fianco di Tom Hanks, questa volta ci sarà Felicity Jones (nominata agli Oscar per la sua interpretazione ne La teoria del tutto) e Omar Sy (Samba).
La sinossi: continuano le avventure del simbolista di Harvard: quando Robert Langdon si risveglia in un ospedale italiano con un'amnesia si affida al medico Sienna Brooks per recuperare i suoi ricordi e impedire che un pazzo liberi una piaga globale collegata al tomo immortale di Dante.
Il regista Ron Howard ha girato molte scene a Venezia e a Firenze (3.000 persone reclutate come comparse e 350 maestranze) e si sposterà anche a Istanbul.
domenica 25 settembre 2016
BRIDGET JONES'S BABY - Trailer italiano ufficiale
BRIDGET JONES'S BABY di Sharon Maguire con Renèe Zellweger, Colin Firth, Patrick Dempsey, Jim Broadbent, Celia Imrie, James Callis, Sally Phillips, Enzo Cilenti, Gemma Jones, Mark Arnold, Ed Sheeran. Fortunato sequel del sequel con la bravissima e svampita Bridget che adesso è una executive in carriera e fa la giornalista in un notiziario di punta. Quando sembra finalmente non essere più preda di dubbi e incertezze, la vispa quarantenne di adesso si trova però divisa sentimentalmente tra l'inossidabile Mr. Darcy e un affascinante americano in trasferta. Finirà felicemente incinta ma con un atroce dubbio: chi è il padre?
Fonte: http://gds.it/2016/09/22/bridget-jones-torna-al-cinema-da-mamma-oggi-il-debutto-del-nuovo-film-nelle-sale_568132/
venerdì 16 settembre 2016
Juventus Story: al cinema l'atteso film sui bianconeri
Il 10, 11 e 12 ottobre uscirà nelle sale italiane l’atteso docu-film di Marco e Mauro La Villa sulla storia della Juventus e sul legame con la famiglia Agnelli
ROMA - Prendete la squadra che più di ogni altra ha vinto tutto quello che si poteva desiderare vincere. Aggiungete una famiglia che ha fatto la storia d’Italia e della sua industria: gli Agnelli. Gli ingredienti per dar vita a un film che tenga attaccati allo schermo ci sono già tutti. È stata questa l’intuizione dei fratelli Marco e Mauro La Villa, che firmano la regia di Bianconeri. Juventus Story (prodotto da Marco e Mauro La Villa e Damien Mastroprimiano), il film in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, distribuito da Nexo Digital e Good Films (elenco dei cinema
ROMA - Prendete la squadra che più di ogni altra ha vinto tutto quello che si poteva desiderare vincere. Aggiungete una famiglia che ha fatto la storia d’Italia e della sua industria: gli Agnelli. Gli ingredienti per dar vita a un film che tenga attaccati allo schermo ci sono già tutti. È stata questa l’intuizione dei fratelli Marco e Mauro La Villa, che firmano la regia di Bianconeri. Juventus Story (prodotto da Marco e Mauro La Villa e Damien Mastroprimiano), il film in arrivo nelle sale italiane solo per tre giorni, dal 10 al 12 ottobre, distribuito da Nexo Digital e Good Films (elenco dei cinema
mercoledì 7 settembre 2016
Man in the Dark Foto
Titolo originale: Don't Breathe
Alcuni ragazzi si introducono nella casa di un uomo cieco per commettere un crimine. Considerando le condizioni del padrone di casa i giovani sono convinti che si tratterà di una passeggiata, ma le cose non andranno come previsto.
Alcuni ragazzi si introducono nella casa di un uomo cieco per commettere un crimine. Considerando le condizioni del padrone di casa i giovani sono convinti che si tratterà di una passeggiata, ma le cose non andranno come previsto.
giovedì 1 settembre 2016
UN AMORE ALL'ALTEZZA
Alla ricerca di un uomo... all'altezza.
Regia di Laurent Tirard.
Con Jean Dujardin, Virginie Efira, Cédric Kahn, César Domboy, François-Dominique Blin. mostra più attori » Durata 98 minuti circa. Genere Commedia, ratings: Kids+13, produzione: Francia, 2016. Da mercoledì 7 settembre 2016 al cinema.
Diane è un avvocato di successo, oltre che una donna di grande personalità ma che da poco è tornata single. Un giorno riceve una telefonata da parte di Alexandre, un affascinante architetto che non conosce ma che le dice di aver ritrovato il suo portatile. Anche solo parlando al telefono tra i due si instaura subito un certo feeling e in breve tempo Diane si prende una cotta. Quando si conosceranno di persona però, le cose non andranno per il meglio.
Regia di Laurent Tirard.
Con Jean Dujardin, Virginie Efira, Cédric Kahn, César Domboy, François-Dominique Blin. mostra più attori » Durata 98 minuti circa. Genere Commedia, ratings: Kids+13, produzione: Francia, 2016. Da mercoledì 7 settembre 2016 al cinema.
Diane è un avvocato di successo, oltre che una donna di grande personalità ma che da poco è tornata single. Un giorno riceve una telefonata da parte di Alexandre, un affascinante architetto che non conosce ma che le dice di aver ritrovato il suo portatile. Anche solo parlando al telefono tra i due si instaura subito un certo feeling e in breve tempo Diane si prende una cotta. Quando si conosceranno di persona però, le cose non andranno per il meglio.
mercoledì 17 agosto 2016
Weekend al cinema: in uscita New York Academy e l’horror The Witch
Escono giovedì 18 agosto 2016 due pellicole made in USA che soddisfano i gusti di un pubblico eterogeneo: il drama musicale New York Academy e l’horror The Witch.
Se anche in estate non puoi fare a meno di un serata al cinema, soprattutto quando il meteo minaccia brutto tempo, il weekend del 20 e 21 agosto 2016 promette due uscite sul grande schermo attese da settimane.
Si tratta di due pellicole che più diverse non potrebbero essere: da una parte l’horror vietato ai minori di 14 anni The Witch e dall’altra il film drammatico-musicale New York Academy, ennesima storia sulla scia di Step Up che ha rilanciato il genere qualche anno fa.
Se anche in estate non puoi fare a meno di un serata al cinema, soprattutto quando il meteo minaccia brutto tempo, il weekend del 20 e 21 agosto 2016 promette due uscite sul grande schermo attese da settimane.
Si tratta di due pellicole che più diverse non potrebbero essere: da una parte l’horror vietato ai minori di 14 anni The Witch e dall’altra il film drammatico-musicale New York Academy, ennesima storia sulla scia di Step Up che ha rilanciato il genere qualche anno fa.
sabato 13 agosto 2016
Le sorelle perfette
Un film di Jason Moore. Con Amy Poehler, Tina Fey, Maya Rudolph, Ike Barinholtz, James Brolin.
Titolo originale Sisters. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 118 min. - USA 2015. - Universal Pictures uscita giovedì 4 agosto 2016.
Titolo originale Sisters. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 118 min. - USA 2015. - Universal Pictures uscita giovedì 4 agosto 2016.
Bucky e Deana sono gli anziani genitori di Maura alla quale comunicano via Skype di aver deciso di vendere la casa in cui sono cresciute. Tocca a lei, che lavora come infermiera, avvisare la scombinata sorella Kate che dovranno entrambe raggiungere l'abitazione per sgomberare le loro camere di ragazze. Le due partono insieme e decidono di organizzare un party a cui invitare le persone che frequentavano un tempo. La situazione, inizialmente anche troppo tranquilla, rischia poi di sfuggir loro di mano.
Ci sono tre donne al comando di questo film che innesta, su un filone già più che usurato, elementi che invece sono interessanti. Le donne sono Amy Poehler e Tina Fey, che hanno già fatto coppia due volte sul grande schermo dopo essere state partner in televisione, accompagnate dalla sceneggiatura di Paula Pell. La quale ha il solo difetto di sottolineare con efficacia in apertura i differenti caratteri delle due sorelle (si veda Maura impegnata nell'assistere l'uomo seduto a terra) per poi quasi dimenticarsene rendendole simili nella loro voglia di trasgressione senza freni. Per il resto invece le va dato atto di essersi rivelata un'ottima conoscitrice del genere party capace di toccare sia il livello alto area "Hollywood Party che quello più basso (si veda in proposito l'uso che viene fatto di una ballerina di carillon per ottenere una risata grassa).
sabato 6 agosto 2016
SUICIDE SQUAD: BELLI, SPORCHI, E CATTIVI. ANZI, NEMMENO TROPPO.
Non è semplice il lavoro del critico, soprattutto quando si ha a che fare con un grande successo annunciato come Suicide Squad. Perché il critico si mette in mezzo, spesso nemmeno voluto, tra il regista e lo spettatore ed ha il dovere, o meglio avrebbe il dovere, di cercare di determinare non solo temi, contenuti, messaggi, pregi e difetti di quello che ha appena visto, ma anche come questi possano essere recepiti dal pubblico a cui quel film principalmente si rivolge. Perché se un film, un qualsiasi film, deve avere un pubblico a cui rivolgersi, lo stesso vale per una recensione. Più questo pubblico è specifico, e più è semplice quantomeno provare ad immaginare quella che potrebbe essere la reazione in sala.
Ma a chi si rivolge un film come Suicide Squad? Agli appassionati dei cinecomics degli ultimi 10 anni, o a coloro che cercano qualcosa di diverso? A chi ha amatoBatman v Superman: Dawn of Justice o a coloro che l'hanno odiato? Ai fan dei personaggi DC Comics o semplicemente a quelli che ne hanno apprezzato i trailer e la promozione così squisitamente pop?
domenica 24 luglio 2016
Star Trek Beyond
Un film di Justin Lin. Con Idris Elba, Sofia Boutella, Zoe Saldana, Simon Pegg, Chris Pine.
Un gradevole momento di intrattenimento in compagnia di alcuni dei migliori amici che si possano desiderare
Zachary Quinto, Karl Urban, Anton Yelchin, Deep Roy, John Cho, Shohreh Aghdashloo, Fiona Vroom,Melissa Roxburgh, Lydia Wilson, Adam DiMarco, Priya Rajaratnam, Ashley Edner, Joe Taslim, Roxanne Fernandes, Jeremy Raymond, Lia Lam, Christian Sloan, Arlene Santana, Polina Nikolai, Jason Matthew Smith, Emy Aneke, Jodi Haynes, Rebecca Husain, Alex Rose, Anthony Shim, Harry Han, Andrea Yu, Natalie Moon, Tarun Keram, Rich Hill, Adam St, Jake Foy, Bryce Soderberg, Thomas Cadrot,Nathan Jean, Harpreet Sandhu, Edwin Rodriguez, Ian Nsenga, Jabbz Farooqi, Thomas Dezell, Chuka Ekweogwu
Titolo originale Star Trek Beyond. Fantascienza, Ratings: Kids+13, durata 122 min. - USA2016. - Universal Pictures uscita giovedì 21 luglio 2016.Un gradevole momento di intrattenimento in compagnia di alcuni dei migliori amici che si possano desiderare
James Kirk e l'equipaggio della USS Enterprise raggiungono la stazione spaziale Yorktown, appena completata e pronta a ospitare milioni di persone. Di fronte a una richiesta di aiuto, Kirk decide di intervenire per scoprire cosa si nasconde al di là di una nebulosa. Scoprirà di essere atteso con ansia da forze ostili.
Caratterizzata dalla sete di conoscenza e dallo spirito avventuroso che furono di Ulisse, in contrasto con l'afflato epico-cavalleresco di Star Wars, Star Trek trae una parte della propria forza dalla routine di temi e situazioni, da una natura iterativa propria di certa serialità televisiva. Quasi in apparente contrasto con il proprio protagonista, il capitano James T. Kirk, talmente stanco delle consuetudini da scegliere, per un attimo, di abbandonare l'amata Enterprise. Prima dell'ennesima missione; prima di provare nuovamente il brivido dell'imprevedibilità.
Si apre così Star Trek Beyond, primo episodio post-reboot a non essere affidato alla regia di JJ Abrams (transitato nel frattempo verso l'"altro" franchise spaziale) benché segnato indelebilmente dal suo passaggio. Non solo per la presenza di un Simon Pegg - anche nelle vesti di co-sceneggiatore - o di un Greg Grunberg, ma per il suo tocco da compilatore preciso e ossequioso, attento al recupero di ogni dettaglio di uno script, difficilmente ascrivibile alla passionalità fuori controllo di Justin Lin. Il regista di Fast and Furious adotta un mirabile mimetismo, rivelandosi in un'unica, e deliziosamente pretestuosa, sequenza in cui un Kirk centauro distrae i cattivi con evoluzioni degne di Valentino Rossi.
sabato 16 luglio 2016
Da oggi al cinema: i tre film più interessanti del secondo week-end di luglio 2016
Week-end di uscite in sala un po’ grigio. Fra disaster movie dal tocco post apocalittico, action e il rispolvero di personaggi icone del passato, ecco i tre film più interessanti da oggi al cinema
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