Ma a chi si rivolge un film come Suicide Squad? Agli appassionati dei cinecomics degli ultimi 10 anni, o a coloro che cercano qualcosa di diverso? A chi ha amatoBatman v Superman: Dawn of Justice o a coloro che l'hanno odiato? Ai fan dei personaggi DC Comics o semplicemente a quelli che ne hanno apprezzato i trailer e la promozione così squisitamente pop?
Recensire Suicide Squad è una bella gatta da pelare - chiedetelo pure ai critici USA che sono sotto accusa in questi giorni - ma non per eventuali pressioni o improbabili ipotesi di complotto a cui molti sembrano voler credere, ma semplicemente perché è un film squilibrato che vorrebbe dare una risposta positiva a tutte le domande di cui sopra. Il che, ovviamente, è impossibile. Ma lo rende necessariamente un film brutto?
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Per un certo tipo di critica sì, per forza: un film che ha evidenti problemi di sceneggiatura e montaggio non può essere considerato un buon film; da qui le recensioni fortemente negative d'oltreoceano. Ed è ovvio che chi cerca quel tipo di film dovrebbe semplicemente tenersi lontano da produzioni come Suicide Squad in prima battuta. Chi spera però di trovarsi davanti innanzitutto un film divertente, che punti tutto suipersonaggi piuttosto che una trama appassionante e ben costruita o su una regia ispirata, potrebbe comunque rimanere soddisfatto. Perché il film è esattamente quello che è stato presentato, in modo massiccio, nei trailer e negli spot dell'ultimo anno. Niente di più, forse giusto qualcosa in meno.
Il sodalizio impossibile degli antieroi DC
Lo spunto del film lo conosciamo tutti, prendere alcuni cattividell'Universo DC, tirarli fuori dalle prigioni in cui sono stati rinchiusi e farli combattere contro un nemico comune con la garanzia di qualche anno di sconto sulla sentenza e soprattutto la promessa di non far loro saltare la testa con la microbomba innestata alla base del collo. La premessa quindi è di quelle che non lasciano dubbi e che immediatamentesepara questo Suicide Squad da quasi tutti gli altri cinecomics recenti e non: qui non abbiamo dei (super)eroi, non abbiamo persone che agiscono per un bene comune o per la salvezza del nostro pianeta, ma lo fanno solo per il proprio tornaconto... e per salvare la propria pelle.
La Marvel aveva già fatto un'operazione simile con Guardiani della Galassia - un film che ha più di un punto in comune con questo di David Ayer a partire dall'utilizzo, non altrettanto funzionale, di tanti brani di classic rock nella colonna sonora - ma senza portarla all'estremo, tanto che il film di James Gunn si chiudeva con la scelta dei protagonisti di non fare né qualcosa di buono né qualcosa di cattivo, ma semplicemente "un po' e un po'". La Warner qui invece ha davvero la possibilità di mostrarci deipersonaggi sì carismatici ma comunque negativi, ma si limita invece a dare loro solo un background da villain e a giocarci intorno senza mai spingere veramente sul pedale del politicamente scorretto.




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