Villa Sordi, in futuro diventerà museo vivo
Verdone e Fondazione Alberto Sordi presentano progetto
La 124 grigia è parcheggiata all'ingresso, accanto al monumento equestre intitolato a Nestore, come il cavallo del film omonimo, poi si entra. Tutto un po' in penombra. Chiunque passando a Piazzale Numa Pompilio e alzando lo sguardo verso quella grande villa ha notato negli anni le persiane chiuse, quasi serrate. "Io stesso - ci racconta Verdone - intravedevo Sordi, quasi un fantasma. Teneva le serrande a tre quarti e quando dicevo rispettosamente Alberto tirale un po' su, lui rispondeva 'no, mi si rovinano le tende e i quadri'".
C'è il salotto, con tanti soprammobili, gli argenti in vetrina, la collezione di porcellane a tema animali e il divano di velluto giallo simile a quello di tante abitazioni borghesi, e poi c'è lo studio con i premi, le fotografie - tantissime con papa Wojtyla - tutto foderato di libri e enciclopedie. Verdone indica la poltrona "dove Sordi leggeva i copioni e quando si sentiva un tonfo era lui che disprezzava la sceneggiatura, era il segnale per i domestici di recuperare lo scritto gettato in terra e bruciarlo". Il luogo più luminoso è la barberia, tutta foderata di specchi: ci sono quadri di Maccari e Zavattini, ma è la poltrona da barbiere e i divanetti bianchi a dominare "come nel fantastico camerino di un grande artista", spiega ancora Verdone. Annesso il suo guardaroba, ordinatissimo, con tutte le scatole catalogate e i completi giacca e pantalone rigorosamente cammello. La sala da pranzo, lo scalone e poi il teatro dove si è svolta la presentazione delle attività per Alberto Sordi, ieri oggi e domani. Nel teatro, con le sculture di Ceroli ai lati, Sordi vedeva i film e dava, negli anni '60, cene e feste. "Una volta vennero qui - è sempre Verdone a raccontare - Jack Lemmon e Walter Matthau. E poi c'erano tra i '60 e i '70 ospiti fissi Fellini e la Masina, lo sceneggiatore Sonego, Amidei, Piccioni, Scola e tanti cardinali".
Alla morte della sorella Savina, però, nel '72, sulla casa calò un velo di lutto, tutto rimase in penombra, sempre più rari gli inviti e le uscite, il teatro chiuso per sempre. In attesa del museo vero e proprio, fuori della villa si realizzerà un'arena estiva con Alberto il grande, una rassegna cinematografica, in programma dal 27 giugno al 3 luglio, proiezioni gratuite curate da Luca Verdone e la collaborazione con la Cineteca Nazionale e il Comune di Roma. Prima di una serie di iniziative per non dimenticare Albertone.
Nessun commento:
Posta un commento