Morta Laura Antonelli, icona sexy del cinema: "Avvisate Lino Banfi e Claudia Koll"
L'attrice, protagonista del film cult "Malizia", è scomparsa dopo un infarto a 73 anni: è stata trovata in casa dalla colf
Il fratello Claudio, l'attore Lino Banfi, l'ex attrice Claudia Koll e uno dei parroci di Ladispoli: sono gli ultimi amici, quelli veri, che l'attrice ha chiesto di chiamare quando sarebbe morta. Lo ha scritto su un biglietto, racconta l'assessore ai servizi sociali del Comune di Ladispoli Roberto Ussia. "Credo che i funerali non si potranno tenere prima di giovedì-venerdì - ha detto l'assessore - perché dobbiamo attendere l'arrivo del fratello Claudio che vive in Canada. La tutela legale del Comune (era stata interdetta ed i suoi tutori erano il sindaco di Ladispoli Crescenzo Palliotta e il suo avvocato Mario Paggi e dal 2009 era sotto tutela dei servizi sociali, ndr) decade nel momento della morte e quindi sarà il fratello a stabilire tempi e modi per l'ultimo saluto".
Per molti l'immagine della Antonelli rimarrà sempre legata alla vestaglietta, succinta e ammiccante, che Salvatore Samperi le aveva imposto per il personaggio della cameriera di "Malizia" nel 1973 (Nastro d'Argento come migliore attrice protagonista e Globo d'oro come miglior attrice rivelazione), ma negli ultimi anni la vita dell'attrice, sex symbol per eccellenza del cinema italiano degli anni '60 e '70, è stata segnata dalla vicenda giudiziaria iniziata il 27 aprile del 1991, quando nella sua villa di Cerveteri furono trovate diverse dosi di cocaina. Un'odissea conclusasi nove anni dopo con l'assoluzione della Antonelli, alla quale è stato riconosciuto anche il risarcimento da parte dello Stato. Depressa per le conseguenze di un intervento di chirurgia plastica dalla quale era uscita con il volto deturpato, alle prese con la solitudine dopo il fallimento di alcune relazioni sentimentali, Laura aveva cercato conforto prima nella cocaina e dopo nella fede.
Per molti l'immagine della Antonelli rimarrà sempre legata alla vestaglietta, succinta e ammiccante, che Salvatore Samperi le aveva imposto per il personaggio della cameriera di "Malizia" nel 1973 (Nastro d'Argento come migliore attrice protagonista e Globo d'oro come miglior attrice rivelazione), ma negli ultimi anni la vita dell'attrice, sex symbol per eccellenza del cinema italiano degli anni '60 e '70, è stata segnata dalla vicenda giudiziaria iniziata il 27 aprile del 1991, quando nella sua villa di Cerveteri furono trovate diverse dosi di cocaina. Un'odissea conclusasi nove anni dopo con l'assoluzione della Antonelli, alla quale è stato riconosciuto anche il risarcimento da parte dello Stato. Depressa per le conseguenze di un intervento di chirurgia plastica dalla quale era uscita con il volto deturpato, alle prese con la solitudine dopo il fallimento di alcune relazioni sentimentali, Laura aveva cercato conforto prima nella cocaina e dopo nella fede.

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