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martedì 12 aprile 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot torna al cinema dal 21 aprile

12 aprile 2016
ROMA – Con ben 16 nomination, Lo chiamavano Jeeg Robot è la rivelazione dei David di Donatello.
Il film di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, dopo aver conquistato pubblico e critica, ha già  ricevuto il Premio Ettore Scola come Migliore Opera Prima durante il recente Bif&st – Bari International Film Festival.
In occasione della 60esima edizione dei David di Donatello, che si svolgerà il 18 aprile 2016, Lo chiamavano Jeeg Robot torna al cinema dal 21 aprile con Lucky Red.
Lo chiamavano Jeeg Robot è candidato a 16 David di Donatello – a pari merito con Non essere cattivo dello scomparso Claudio Caligari – tra cui: Miglior regista esordiente (opera prima di Gabriele Mainetti), Miglior attore protagonista (Claudio Santamaria), Miglior attrice protagonista (Ilenia Pastorelli), Miglior attrice non protagonista (Antonia Truppo) e Miglior attore non protagonista (Luca Marinelli).

martedì 5 aprile 2016

Al cinema vince la fiaba per adulti

I registi portano sul grande schermo le favole più celebri Da «Biancaneve» a «Alice in Wonderland» e «Peter Pan»

«Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?». Chissà in quanti da bambini hanno sentito pronunciare questa domanda dalla regina cattiva di Biancaneve, una fiaba letta da intere generazioni come tante altre favole dei fratelli Grimm e non solo. Queste storie nate secoli fa per essere narrate agli adulti, sono poi diventate racconti per bambini.
Sul grande schermo il processo è stato inverso: nel corso del tempo film d’animazione ispirati alle favole e rivolti a un pubblico giovanissimo si sono trasformati in pellicole con attori in carne e ossa (anche di una certa fama) destinate più agli adulti. «Il cacciatore e la regina di ghiaccio» con protagonisti Charlize Theron, Emily Blunt e Chris Hemsworth in uscita domani nelle

mercoledì 30 marzo 2016

Cinema, in sala con Hitchcock e Truffaut: un film che è una lezione

“Gentile Signor Truffaut, la sua lettera mi ha fatto venire le lacrime agli occhi e sono molto grato di aver ricevuto un tale tributo da lei”.
Rispose così Alfred Hitchcock all’invito che il regista dellaNouvelle Vague fece nel 1962 al maestro del thriller cinematografico convincendolo a raccontarsi in una intervista fiume, una conversazione a tutto campo che poi nel tempo sarebbe diventata una formidabile lezione di cinema. E difatti da questo dialogodurato otto giorni François Truffaut raccolse materiale sufficiente per scrivere il libro Il