Al cinema vince la fiaba per adulti
I registi portano sul grande schermo le favole più celebri Da «Biancaneve» a «Alice in Wonderland» e «Peter Pan»
«Specchio specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?». Chissà in quanti da bambini hanno sentito pronunciare questa domanda dalla regina cattiva di Biancaneve, una fiaba letta da intere generazioni come tante altre favole dei fratelli Grimm e non solo. Queste storie nate secoli fa per essere narrate agli adulti, sono poi diventate racconti per bambini.
Sul grande schermo il processo è stato inverso: nel corso del tempo film d’animazione ispirati alle favole e rivolti a un pubblico giovanissimo si sono trasformati in pellicole con attori in carne e ossa (anche di una certa fama) destinate più agli adulti. «Il cacciatore e la regina di ghiaccio» con protagonisti Charlize Theron, Emily Blunt e Chris Hemsworth in uscita domani nelle
sale italiane, e «Alice attraverso lo specchio», tratto dalle avventure di Lewis Carroll che arriverà nei cinema a fine maggio, sono solo gli ultimi film fiabeschi rivolti a spettatori cresciuti. Ed è di appena un anno fa «Il racconto dei racconti» diretto da Matteo Garrone che si è ispirato alla raccolta di fiabe «Lo cunto de li cunti» di Giambattista Basile, il primo a utilizzare la favola come forza di espressione popolare.
«Il cacciatore e la regina di ghiaccio», distribuito dalla Universal Pictures, è un prequel/spin-off di «Biancaneve e il cacciatore» del 2012 ispirato proprio alla favola dei fratelli Grimm. Per la seconda volta a Charlize Theron è toccato vestire i panni della perfida regina Ravenna, lo stesso ruolo interpretato da Julia Roberts in un’altra trasposizione cinematografica di Biancaneve di quattro anni fa dal titolo «Mirror, mirror» con Lily Collins. «Fare la cattiva mi ha fatto sentire libera», ha detto la Theron a Milano durante la presentazione del film, spiegando quanto «il messaggio di una favola può essere rivolto a un pubblico di adulti».
Sei anni fa il visionario Tim Burton non poteva scegliere storia diversa da raccontare di «Alice in Wonderland», trasformando la piccola bambina bionda in una giovane diciannovenne (interpretata da Mia Wasikowska) che si dimentica le avventure passate nel Paese delle Meraviglie. Il racconto narrato da Lewis Carroll approderà nuovamente al cinema alla fine di maggio in un secondo capitolo dal titolo «Alice attraverso lo specchio», diretto stavolta da James Bobin con lo stesso cast, tra cui Johnny Depp nei panni del Cappellaio Matto. Guardando ad altri film già usciti nelle sale, la storia del bambino che non vuole crescere è stata raccontata dal 1924 a oggi ben sette volte al cinema, dal film muto «Peter Pan» al successo dello scorso anno «Pan-Viaggio sull’isola che non c’è».
Anche il nostro Paese ha tentato la stessa operazione. Ne «Il racconto dei racconti-Tale of tales», presentato allo scorso Festival del cinema di Cannes, il regista romano Matteo Garrone si è ispirato alla raccolta di fiabe dello scrittore Giambattista Basile. E sperimentando per la prima volta questo genere fiabesco ha costruito un film su tre quadri diversi con attori internazionali come Vincent Cassel e Salma Hayek. Quasi quindici anni prima un altro italiano, Roberto Benigni, aveva trasformato il romanzo di Carlo Collodi «Pinocchio» in un film divertente per il cinema non solo destinato ai più piccoli.
Il genere fiabesco sul grande schermo si è spinto così in là negli ultimi anni che la storia dei due fratellini abbandonati nel bosco si è persino trasformata in un film a tratti horror. In «Hansel & Gretel-Cacciatori di streghe», film del 2013 diretto da Tommy Wirkola, i protagonisti Jeremy Renner e Gemma Arterton sono due guerrieri armati fino ai denti intenti a distruggere un gruppo di terribili streghe. Già due anni prima un’altra famosa fiaba dei fratelli Grimm al cinema era diventata «Cappuccetto rosso sangue», un film poco indicato per i piccoli.
C’è infine chi ha unito favola e musical. È il caso di «Into the woods» di Rob Marshall che ha messo insieme le tradizionali Cenerentola, Cappuccetto Rosso e Raperonzolo, insieme a Jack e la pianta di fagioli. Nel film è l’attrice tre volte premio Oscar Meryl Streep a vestire i panni di una strega, mentre ritroviamo ancora una volta Depp nel ruolo però del lupo cattivo.

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